Chi sono

novembre 25, 2012  |  by Pietro Rosenwirth  |  I miei articoli


<<< torna indietro

Pietro Rosenwirth nato a Udine il 12 aprile 1969; vivo attualmente a Trieste; single; invalido civile e pensionato per inabilità lavorativa. Dal 1987, come volontario, promuovo e partecipo ad iniziative per diffondere i valori della nonviolenza e della nondiscriminazione riconoscendomi nella nuova sensibilità e nelle idee del Nuovo Umanesimo Universalista siloista. Ho promosso diverse campagne di sensibilizzazione:

Tra il 2002 ed il 2006, sono tra gli organizzatori dei “Café la paz”, incontri periodici volti all’apertura del dialogo a tema: dalla Nonviolenza all’Eutanasia, dalla Creatività all’Immagine di sé, dai PACS: patto civile di solidarietà a I grandi desideri, dal Referendum sulla procreazione assistita del 12/13 giugno ’05 a La Diversità. Dal 2003, sono tra i promotori del “Festival delle Diversità”. Dal 2007 la ricerca spirituale diventa una necessità ed una priorità ancora più sentita, insieme alla ricerca di nuove forme di azione per superare i sempre maggiori limiti imposti dalle mie varie patologie e da un loro repentino peggioramento. Dal 2009, collaboro attivamente con l’”Associazione contro il Dolore Giuseppe Mocavero”. Ho poi organizzato e realizzato 3 viaggi in solitaria:

  • 2010, agosto-settembre: “Grecia – Turchia – Italia”, con uno scooter di serie di 150cc, quasi 6.000 km [mappa];
  • 2011, maggio: “5 Capitali”, con il 1°scooter-trike omologato in Italia: più di 4.000 km nell’ex Mittel-Europa [mappa].
  • 2012, giugno-luglio: “Europa Occidentale e Centrale”, oltre 10mila chilometri a bordo dello scooter-trike attraverso l’Europa Occidentale e Orientale [mappa].

Nell’Agosto 2011, è stata anche registrata l’Associazione umanista “Viaggiare per un Sogno: oltre le barriere” – ONLUS.

Disabile? No. Diversamente-abile? No. Handicappato? Sì. Vivessimo in una Società realmente civile, in una Società che abbia nelle necessità dell’Essere Umano la principale preoccupazione e perciò la soluzione dei quotidiani bisogni delle persone come priorità, forse le prime due definizioni perderebbero il retro-gusto di ipocrisia che le contraddistingue. Ma fino a quando le persone saranno considerate un costo dalle Pubbliche Amministrazioni e non una risorsa; fino a quando il Sociale sarà considerato una Spesa a Bilancio inevitabile piuttosto che un’opportunità ed un investimento per le persone e nelle persone; fino a quando l’abbattimento delle barriere architettoniche (logistiche e mentali) saranno considerate una seccatura da risolvere invece di una cosa normale per una Società che offra pari opportunità di movimento e di espressione a tutti, a prescindere dal loro stato (psico)fisico, handicappato sarà il termine più appropriato per definire il mio status sociale”. Le energie dedicate in questi ultimi anni per superare tutti i rifiuti, i “non è possibile”, la burocrazia, l’ottusità di molti, sono state profuse per riuscire ad ottenere un veicolo con le necessarie modifiche per permettermi di cominciare a viaggiare per portare il più possibile lontano e nella profondità delle coscienze delle persone, normo-considerate e handicappate, un messaggio contro la Discriminazione e soprattutto il messaggio che sintetizza ogni passo avanti fatto dall’Uomo nella sua Storia: “Si può!”.

Posted in I miei articoli. Bookmark the permalink.
Condividi su:
Top