2010: Grecia – Turchia – Italia

aprile 13, 2010  |  by Pietro Rosenwirth  |  Viaggi


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La mappa dell’itinerario


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Le tappe:

Diario di viaggio

41 anni, handicappato motorio, titolare di patenti A-Bs con l’obbligo del ‘solo’ cambio automatico… ed un’irrefrenabile voglia di viaggiare, di andare oltre ai limiti suggeritemi dalla mia stessa logica. Negli ultimi 10 anni sono stato coinvolto in diversi incidenti stradali, di cui 3 in scooter con esiti in cui c’è stato bisogno di interventi chirurgici.

Dal 2007 sono in cura alla Terapia del Dolore e nei primi 2 anni ho avuto molto tempo per sognare prima, per decidere e pianificare poi: un Viaggio in scooter, in solitaria, senza navigatori e/o mappe stradali.

L’occasione mi arriva su un piatto d’argento nel momento in cui, ad inizio 2010, vengo a sapere dell’intenzione di alcuni amici di organizzare un campeggio sull’isola di Corfù, Grecia.

Proprio la Grecia che nel 1994, su uno Yamaha CT50s, mi vide protagonista di una 3 giorni attraverso tutto il Peloponneso (più Atene): quando ripartii promisi a me stesso che sarei tornato per vedere anche il resto… prima o poi.

Verso febbraio ’10, usando GoogleMaps, suggerimenti di amici greci e soprattutto l’ispirazione ho iniziato ad immaginare un possibile itinerario partendo dalle data di partenza e di ritorno, uniche certezze temporali ineludibili. Per ovviare alle mie necessità, i pernottamenti sono stati prenotati in hotel con stanze adattate. Per questo mi sono rivolto a 2 Tour Operator: l’Hellenic Lines mi ha trovato gli alberghi adatti nelle varie città greche; la Promotur: Viaggi e Promozioni turistiche – Mondo Possibile mi ha organizzato una vacanza ad hoc ad Istanbul _(Turchia) con albergo, macchina con autista, guida-assistente alla persona e sedia a rotelle per poter visitare siti altrimenti per me impraticabili.

Ultima cosa da decidere, anche se in cuor mio lo sapevo sin dall’inizio, con quale mezzo affrontare una tale Avventura e rispondere ad una domanda precisa postami da molti: “Perché vuoi fare un viaggio del genere?

Come mezzo ho scelto il mio scooter Suzuki Burgman 150.

Anche la motivazione non è stato difficile chiarirmela. Volevo, anzi voglio portare ogni dove mi sia possibile un messaggio tanto chiaro e semplice quanto profondamente significativa lottare contro la discriminazione, sotto ogni sua forma, e richiedere:

  • sia gli ausili
  • sia la libertà e l’opportunità di accesso alle terapie ortodosse e/o alternative in un mix che permetta a ciascun handicappato di superare le barriere fisiche e mentali…

sapendo per esperienza diretta che, se messo nelle condizioni migliori possibili, non solo un handicappato può vivere una vita quanto meno degna di questa definizione ma può anche fare cose che un normo-considerato neanche si immagin

Sono partito da Trieste il 13 agosto per andare a Venezia a prendere il traghetto per Corfù: 9 giorni di campeggio, escursioni per tutta l’isola, relax in compagnia di molti amici vecchi e nuovi.

Uno dei momenti più significativi di questo periodo è stato l’incontro con Rafael de la Rubia, fondatore dell’associazione internazionale Mondo senza Guerra e senza Violenza e promotore della prima Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza (2 ottobre 2009 – 2 gennaio 2010).

Insieme abbiamo partecipato ad una conferenza stampa a Kerkyra (Corfù) per presentare l’associazione lui ed io per presentare alla stampa greca “Viaggiare per un Sogno”.

Il 24 agosto ho preso il traghetto per Igoumenitsa ed è cominciato il Viaggio vero e proprio: sapendo quale località raggiungere in base ai voucher degli alberghi, ho cominciato a chiedere le indicazioni stradali necessarie.

Questo modo di viaggiare, ogni giorno, mi ha permesso di entrare in contatto con decine di persone, trovando sempre disponibilità e aiuto (c’è stato anche chi mi ha guidato per alcuni chilometri per paura che mi perdessi!).

Il 1° giorno sono prima salito in alta montagna, sulla catena del Pindo, a Metsovo (1.160m m.s.m.) per poi scendere e giungere fino a Kalambaka. La mattina seguente destinazione Le Meteore, famosa località ubicata nel nord della Grecia, al bordo nord occidentale della pianura della Tessaglia, nei pressi della cittadina di Kalambaka. È un importante centro della chiesa ortodossa, nonché una rinomata meta turistica, ed è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Famosi nel mondo i monasteri costruiti in cima a faraglioni rocciosi alti centinaia di metri.

Poi, passando per Grevena, ho raggiunto Arnissa sulle sponde del lago Vegoritida: in questo paesino ho trovato solo persone con cui ho comunicato in tedesco, in pratica una vera e propria eccezione rispetto all’inglese usato abitualmente. Un incontro particolare e piacevole l’ho avuto con un hippie belga che trascorreva le sue vacanze in un furgone-camper, mimetizzato tra la vegetazione intorno alle sponde del lago dove mi sono spinto per il desiderio di vedere da vicino quel bellissimo specchio d’acqua e farmi fotografare sulla sua riva.

Nel tardo pomeriggio sono giunto ad Edessa. Avendo ancora energie, l’ho esplorata “perdendomici” tra la città nuova e la città vecchia fino ad arrivare nella zona della cascata che caratterizza questa cittadina e, per pura fortuna e quindi senza chiedere indicazion, ho trovato l’albergo dove avevo la prenotazione. Grazie all’aiuto della receptionist sono entrato in contatto con Maria, dell’Ufficio Informazioni turistiche della Municipalità: l’indomani mi ha organizzato un incontro con dei dipendenti comunali disabili, con la referente per l’Area Handicap di Edessa e con un giornalista del locale periodico “Edessaiki”, cui ho rilasciato un’intervista sulle motivazioni del mio viaggio.

Dopo pranzo, sono ripartito alla volta della cittadina portuale Kavala per prendere il traghetto per l’Isola di Thassos: 2 giorni di esplorazione dell’isola e di ricerca della spiaggia ideale per riposarmi in vista della tappa successiva, verso Istanbul.

Il 28 agosto, preso il traghetto per Komotini, sono entrato in Turchia. Dopo aver provato per la prima volta un autentico caffè turco, sono arrivato ad Istanbul: una metropoli di circa 150 Km di diametro e di oltre 13 milioni di abitanti che al volante rispettano solo ed esclusivamente i semafori. L’impatto è stato veramente forte emotivamente. Mi sembrava di essere entrato in un enorme formicaio sconosciuto… Dappertutto c’era qualcuno che mi suonava con il clacson per farmi accelerare, spostare, volatilizzare: dopo 20 km percorsi in quel caos ne ho capito le regole ed i successivi 35 km per arrivare al mio albergo, in una traversa della centralissima piazza Taksim, sono stati entusiasmanti seppur impegnativi.. perché, ormai, la paura era scomparsa e potevo concentrarmi sulle indicazioni ottenute per trovare il mio albergo.

Sono stati 3 giorni e mezzo intensi, grazie ai tour quotidiani organizzati precedentemente: la mattina venivano a prendermi con un furgone, una sedia a rotelle e la guida/assistente. Così ho potuto visitare S.Sofia, Topkapi, le moschee di Eyup e di Sultanahmet (conosciuta agli occidentali come la Moschea Blu per le decorazioni degli interni, tutte sulle tonalità di questo colore), la gita in battello sul Bosforo, un thé ammirando la città dall’alto della collina dedicata allo scrittore francese Pierre Loti, la città vecchia. Una delle mie guide, Akadìr, mi ha raccontato moltissime cose ed una di quelle che più mi ha colpito è stata la spiegazione per la quale vi siano così tante meraviglie architettoniche nel mondo islamico: non potendo manifestare la loro fede attraverso raffigurazioni visive, ne danno libero sfogo nell’architettura, nella cura delle decorazioni fino al più piccolo dettaglio. Inoltre, durante le colazioni in albergo ho avuto la fortuna di conoscere una persona fantastica, Mustafa, uno dei manager che, avendo visto il mio scooter nel garage sotterraneo si è incuriosito, ha voluto conoscermi ed ha pubblicato sul suo blog_ delle interessanti considerazioni sul mondo dell’handicap in Turchia traendo spunto ed ispirazione dalla mia iniziativa. Il 1° settembre mattina, sotto una pioggia battente, ho lasciato Istanbul in direzione di Ankara: dopo circa 300 Km è spuntato il sole e ho avuto la gioia di attraversare le montagne vedendo paesaggi mozzafiato… soprattutto quando, durante una sosta per scattare delle foto, mi sono reso conto che sopra la mia testa stavano volando delle aquile: ero a 1.587 m.m.l.m.!

Ad Ankara ero atteso da Esin, splendida ospite con la sua famiglia. Un’occasione per rivedere una cara amica, vivere per alcuni giorni in una famiglia musulmana durante il Ramadan, visitare la città con una persona che ci vive e scoprirne così aspetti che come turista non avrei mai potuto cogliere. Il 4 sono ripartito per la tratta più lunga di tutto il viaggio, quasi 900 Km, da Ankara fino ad Alexandroupoli: poco prima di oltrepassare il confine tra Turchia e Grecia ho avuto il più grave problema meccanico allo scooter. A causa di una vera e propria voragine che non ho potuto evitare con la ruota anteriore, dopo aver impennato in un wheeling involontario ad oltre 80 Km/h soro miracolosamente restato in piedi. Purtroppo l’impatto è stato tale che varie parti del motore sono andate letteralmente in frantumi. Da qui alla fine del viaggio, nonostante l’intervento di ben 4 meccanici in diverse città greche, lo scooter non ha più superato 75-80 Km/h sul rettilineo e i 35/45 sulle salite.

Ma niente e nessuno avrebbe potuto impedirmi di proseguire, perciò… l’ho fatto!

Così, il 7 settembre sono giunto a Salonicco, la seconda città della Grecia, distesa sul mare questa città trasmette voglia di vivere a tutte le ore del giorno e della notte: su circa 2 milioni di abitanti, circa 1/3 è costituito da universitari e la vita notturna è divertente grazie alle centinaia di locali di ogni tipo e dimensione: dal bar alla moda fuori dalle mura del Castello con vista sull’intera città e sul golfo ai locali tipici impossibili da trovare se non accompagnato da qualcuno del posto che non ha bisogno di un’insegna per orientarsi. Per mia fortuna ho avuto ben 4 amici che si sono dimostrate delle guide veramente speciali: Iokasti, Vasiliki, Olga e Iannis che mi hanno accompagnato alla scoperta di Salonicco, sia di giorno sia di notte!

Dopo 2 giorni, mi sono diretto alla meta successiva: Agios Ioannis Pelion, un paesino sull’Egeo alle pendici del monte Pelion, il promontorio che crea il golfo della città di Vòlos. Peculiarità più unica che rara: arrivando praticamente sulla cima del monte si ha la possibilità di ammirare contemporaneamente da un lato il golfo e dell’altro l’Egeo, oltre che diversi paesini sparsi ed abbarbicati sul monte stesso.

Dopo 2 giorni di relax ed escursioni nei rari momenti in cui non pioveva, sono ripartito in direzione di Atene. Al di là della grande sorpresa di essere finito in un albergo “decaduto”, all’apparenza accogliente e bello ma nella pratica molto simile ai tipici hotel ad ore di certi film americani… anche qui ho potuto contare sull’aiuto di amici-guide turistiche (Mara, Christos e Maria) vivendo perciò la città sia come turista, con le varie tappe obbligate, sia frequentando quelle zone “dove vivono” gli ateniesi. Era la seconda mia visita in questa metropoli dopo quella del 1994: ora ne ho un vivido e piacevole ricordo per la sensazione di non esserci stato solo “di passaggio”.

Con lo scooter sempre più danneggiato e meno performante, mi sono poi trasferito a Monemvasia: durante il viaggio, due avvenimenti degni di particolare nota. Sulla strada che mi portava a Corinto, ho ricevuto una telefonata da Radio Atene che mi ha intervistato in diretta; la notizia del mio viaggio è poi apparsa anche su un quotidiano della capitale.

Durante questo trasferimento ho potuto inoltre mantenere una promessa che mi ero fatto nel 1994 a Nafplio: ritornarci e rifare una foto nello stesso identico punto! Che momento emozionante, che gioia intensa perché essere lì voleva dire essere riuscito a superare tutti gli ostacoli che, specialmente a causa della salute, si erano frapposti tra il Pietro del 1994, innamoratosi del Peloponneso, ed il Pietro che desiderava ardentemente ritornarvi ma che non poteva! Mentre un gentile turista olandese mi scattava le foto, lo ammetto, mi sono commosso per la contentezza.

Arrivato al tramonto a Monemvasia ho avuto l’unico “incidente” in scooter che ha comportato dei danni fisici: nello spostarlo da una parte all’altra del parcheggio dell’albergo non ho notato, essendo sotto una pioggia torrenziale, un sasso contro il quale ho battuto violentemente il piede sinistro; indossando dei sandali, il dolore alle dita è stato tale da farmi perdere il controllo dello scooter, l’equilibrio e cadere in maniera scomposta su un mix di asfalto, ghiaia, fango. Escoriazioni, tumefazioni un po’ ovunque. Per fortuna, con un po’ di ghiaccio, 2 giorni di riposo (a parte le inevitabili escursioni nei dintorni) e soprattutto uno stato psico-fisico eccezionale per la Felicità dell’esperienza che stavo vivendo giorno dopo giorno, mi sono ripreso velocemente.

Il 15 settembre sono ripartito alla volta di Olympia, ripassando per Sparta, Mystras, il massiccio Taygitos, Kalamata, Tripoli. La mia ultima mattina in Grecia l’ho trascorsa spedendo cartoline aspettando che a Pyrgos mi riattaccassero lo scarico che si era ri-spezzato in due tronconi. Il 16 settembre, superando i 5.000 Km, sono arrivato a Patrasso per prendere il traghetto per Ancona. Da Ancona ad Attigliano ho percorso i 256 Km peggiori di tutto il mio Viaggio. Le strade italiane, queste sì che fanno pena: piene di buchi, tombini nella superstrada, guidatori che vedono in uno scooter solo un intralcio e che ti sorpassano sfiorandoti.. che differenza rispetto alla mia fortunata(?) esperienza in Grecia!

Il 19 settembre sono partito verso Trieste: alle 07:30 ero in strada, 300 Km sugli Appennini sotto la pioggia fino a Ravenna, poi il Sole… e, dopo 36 incredibili e meravigliosi giorni, alle 18:20 ho parcheggiato sotto casa. Già in ascensore, con i bagagli ancora in mano, ho iniziato a pensare al momento in cui sarei ripartito: “Viaggiare per un Sogno: 2011, Trieste-S.Pietroburgo-Trieste”.

Il Viaggio è appena cominciato!

1) Ankara: meta che si è aggiunta vedendo che durante il mio itinerario arrivavo a meno di 500 Km dall’antica Costantinopoli: come perdere un’occasione del genere? Specie dopo che un’amica turca mi ha invitato ad andarla a trovare ad Ankara!

2) il blog di Mustafa: http://mustafakucukcakan.blogspot.com/2010/09/pietro-rosen-wirth-icimizden-biri.html

Sintesi della conferenza stampa post-viaggio (24 settembre 2010)

Il 19 settembre si è concluso il 1° viaggio di Pietro Rosenwirth.

Partito il 13 agosto, questo viaggio è stato ideato per promuovere la lotta alla violenza sottoforma di discriminazione ed il superamento delle barriere architettoniche e, specialmente, mentali.

Pietro Rosenwirth vive attualmente a Trieste, ha 41 anni, umanista, è invalido civile per un grave handicap fisico-motorio.

Dal 1987 ad oggi, come volontario, ha promosso e partecipato ad iniziative per diffondere i valori della non-violenza e della non-discriminazione riconoscendosi nella nuova sensibilità e nelle idee del Movimento Umanista siloista.

La conferenza è cominciata con il ringraziamento rivolto all’appena scomparso Mario Luis Rodríguez Cobos detto Silo, scrittore e filosofo argentino, ideologo del Nuovo Umanesimo, fondatore del Movimento Umanista, ma “Soprattutto un amico, un Maestro ed una Guida che mi ha salvato la vita con i suoi insegnamenti” ha dichiarato Rosenwirth, “Desidero inoltre ringraziare la dott.ssa Serra Licia ed il suo staff alla Terapia del Dolore di via della Pietà che è riuscita a farmi uscire dal tunnel del Dolore che tutto domina e tutto impedisce; la dott.ssa Vecchi Roberta dell’Associazione contro il dolore G.Mocavero, che mi ha accompagnato in questa risalita, così come hanno fatto la mia famiglia e molti amici carissimi.”.

Tutte persone che, seppur preoccupate dalla portata di un simile progetto, non solo non hanno cercato di dissuadermi ma mi hanno invece sostenuto, comprendendo il significato profondo che tale Viaggio rappresentava e rappresenta a futuro per me”.

Questo viaggio si è snodato, a bordo di uno scooter Suzuki Burgman 150 in solitaria e senza l’ausilio di navigatori-gps o mappe, attraverso la Grecia, parte della Turchia e dell’Italia toccando alcune località come Corfù, Kalambaka, Edessa, Thassos, Istanbul, Ankara, Salonicco, Atene, Monemvasia, Sparta, Olympia, Patrasso, Ancona, Attigliano (TR): 5.937 Km.

Dove è nata l’idea di questa “avventura”?

Questo Viaggio nasce per portare un altro esempio di come un handicappato messo nelle migliori condizioni possibili con la fornitura dei necessari ausili e l’adeguata assistenza socio-sanitaria,” ha dichiarato Rosenwirth, “possa non solo elevare la propria qualità di vita ma anche dimostrare come si possano superare la violenza, la discriminazione, il dolore e la sofferenza se si scommettesse più spesso sul “Sì!” invece che sul “No!””.

In particolare le sue proposte/richieste sono:

- l’ampliamento ed il libero accesso alle possibilità delle cure farmacologiche ortodosse ed alternative;

- la fornitura di tutti gli ausili necessari per permettere una sempre maggiore e libera espressione nel mondo.

Al suo rientro Rosenwirth ha dichiarato: “Questo viaggio, questa esperienza meravigliosa sarà solo la 1a che, salute permettendo, intendo fare.

Infatti intendo proseguire nella strada intrapresa per portare più lontano possibile questo messaggio, un messaggio in primo luogo di speranza e certamente pure un invito a non rassegnarsi di fronte alle difficoltà. Non avere vergogna a chiedere aiuto per vedere rispettati i propri diritti, coinvolgere altri per cercare le migliori soluzioni per costruirsi la miglior qualità della vita possibile. Le Leggi ci sono, spetta a ciascuno di noi handicappati lottare affinché vengano rispettate!“.

Questo viaggio è stato appoggiato dalla Givi – Italia (www.givi.it), dalla Hellenic Lines (www.hellenic.it) e supportato dall’Associazione contro il dolore Giuseppe Mocavero di Trieste (www.associazionemocavero.it).

Il sig. Lobianco, dell’ Associazione contro il dolore Giuseppe Mocavero, ha dichiarato: “I quasi 6.000 km di Pietro sono stati un viaggiare nel viaggio, dove il percorso tra Italia, Grecia, Turchia a bordo del “fidato scooter” sono stati esperienza positiva di Vita di chi ha incontrato e ritemprato se stesso e il rapporto con “gli altri“.. “Gli altri” appunto, che hanno incontrato Pietro nel suo suggestivo itinerario… e che con spontanea semplicità hanno teso una mano quando c’è n’è stata occasione.

Un’esperienza che insegna a vivere la Vita ed a percorrerla senza timore che “qualcosa” ti possa impedire di viverla.

Il sıto ufficiale è www.rosenwirth.it (tramite il quale è anche possibile effettuare delle donazıoni); regolari aggiornamentı sono stati pubblicati su www.facebook.com/pietro.rosenwirth.

Vi è stato inoltre riscontro mediatico a Corfù con una conferenza stampa, ad Edessa con un’intervista rilasciata al periodico locale “Edessaiki”, un’intervista sia in greco sia in italiano al TgR di Radio Atene e varie pubblicazioni on-line sui siti e blog:

in Italia

in Grecia

in Turchia


Questo viaggio è stato possibile anche grazie alla preziosa collaborazione di:

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